LETTURE. Mario Cevolotto: Primo Libro Bianco sulla criminalità organizzata a Roma

Lazio (Roma) – Mercoledi 11 Luglio (ore 19.00): Festa dell’Unità 2012 alle Terme di Caracallla.
PRIMO LIBRO BIANCO SULLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA A ROMA
A CURA DEL DIPARTIMENTO CONTRASTO ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA E ALL’INFILTRAZIONE MAFIOSA NEGLI ENTI LOCALI DEL PD ROMA

Presso il palco libreria se ne parla con:

Gianfranco Donadio (Procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia)
Andrea Orlando (Parlamentare e responsabile nazionale Giustizia PD)
Carmen Vogani (giornalista, Paese Sera)
Carlo Bonini (giornalista, La Repubblica)
Franco La Torre (Presidente Consulta Antimafie della Provincia di Roma)
Marco Miccoli (Segretario del PD Roma).

Coordina: Serena Laudisa – curatrice del Libro Bianco con Giuseppe Bascietto e Giovanni Colussi

La storia delle mafie ci mostra che la loro grande capacità di rigenerazione è pari agli interessi economici cui non intendono rinunciare: ciò alla luce delle immense risorse di cui dispongono e della capacità di formare nuove leve, pronte a prendere il posto dei boss arrestati.
I contributi raccolti nel Primo Libro Bianco sulla criminalità organizzata a Roma illustrano come le mafie siano ormai saldamente insediate nella Capitale.
La storia del nostro Paese ci dimostra che non può esistere una mafia senza politica, ma è necessario che esista una politica libera dalla mafia.
Per questo bisogna porre al centro del dibattito pubblico la necessità del primato della responsabilità politica sulla responsabilità penale.

Il Primo Libro Bianco sulle infiltrazioni criminali a Roma è stato realizzato grazie al contributo di:

Giuseppe Bascietto – giornalista, esperto di criminalità organizzata;
Roberto Cellini – segretario generale FILLEA CGIL Roma e Lazio
Mario Cevolotto – avvocato
Gianni Ciotti – segretario SILP-CGIL provincia di Roma
Giovanni Colussi – sociologo, esperto di criminalità organizzata
Andrea Cuccello – segretario generale FILCA CISL di Roma
Bianca La Rocca – responsabile nazionale ufficio stampa e comunicazione SOS Impresa
Gianluca Lanzi – responsabile dei Circoli dei Giovani Democratici di Roma
Serena Laudisa – giornalista
Alberto Mancinelli – responsabile Dipartimento Sicurezza PD Roma
Valentino Mancinelli – segretario PD XVIII Municipio
Marco Miccoli – segretario PD Roma
Antonio Pergolizzi – coordinamento Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente
Vincenzo Pira – segretario PD XX Municipio
Francesco Sannino – segretario generale FENEAL UIL Roma e Lazio
Andrea Sgrulletti – segretario PD VIII Municipio
Andrea Storri – segretario PD XIII Municipio
Lorenzo Tagliavanti – direttore CNA Roma
Giacomo Vizzani – presidente XIII Municipio
Carmen Vogani – giornalista, Paese Sera

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UNO SGUARDO OLTRE IL CODICE ANTIMAFIA
di Mario Cevolotto

In Italia la presenza della criminalità organizzata è un fenomeno stabile. Si tratta di una presenza radicata originariamente in alcune regioni che nel tempo ha assunto una dimensione transnazionale attraverso l’estensione della propria area di  influenza ben oltre i nostri confini.  Si può  anche facilmente rilevare un movimento “di segno opposto” poiché, attualmente, altre consorterie criminali delle più varie provenienze geografiche contendono alle più antiche mafie italiane  il primato nella gestione dei  traffici di natura illecita.  Questa nuova dimensione “transnazionale globale” del fenomeno mafie deve convertirsi in una nuova dimensione metodologica, conoscitiva ed operativa. infatti il vecchio modello di organizzazione criminale fondato sul carisma personale del capomafia e incentrato sul controllo locale del territorio ottenuto mediante la sopraffazione e l’uso delle armi, si è evoluto nell’emergere di modalità organizzative più moderne ed insidiose che, anche tramite l’intervento di persone estranee all’ambito degli associati in senso proprio, muovono e gestiscono immense risorse economiche derivanti dai proventi del crimine e dal successivo riciclaggio di tale ricchezza accumulata. Il reinvestimento di risorse finanziarie avviene anche in attività di natura legale, con contestuale produzione di ulteriore nuovo reddito, ormai distante dalla fonte illecita di provenienza e, in quanto tale, idoneo, attraverso la reimmissione nel sistema economico generale, a rafforzare il potere delle organizzazioni criminali. Nell’ambito della più generale globalizzazione dei sistemi culturali ed economici, coinvolgenti le modalità di produzione del reddito e la propensione  al consumo, il fenomeno delle mafie in movimento deve essere oggetto di sempre maggiore attenzione data  l’intensa capacità di penetrazione delle consorterie criminali  nel tessuto sociale ed economico di paesi, regioni o aree metropolitane originariamente estranee a tali infiltrazioni. La realtà della criminalità è dunque in espansione quantitativa e qualitativa e la legislazione italiana si è pertanto strutturata nella creazione di un sistema unitario diretto a garantire un efficace contrasto, sia sotto il profilo sostanziale – con la previsione di specifiche  fattispecie di reato  modellate  sulle esigenze di ricomprendere il vincolo associativo mafioso nell’area del penalmente rilevante – sia sotto l’aspetto della dimensione processuale, con il potenziamento dei meccanismi  di repressione del crimine organizzato. Sotto il primo profilo la fattispecie di cui all’art. 416 bis c.p, associazione a delinquere di stampo mafioso, introdotta nel corpo del codice penale dall’art.1 della Legge 31 settembre 1982 n. 646, cd. Legge Rognoni La Torre, costituisce uno strumento moderno ed efficace di contrasto al crimine, tanto che il Parlamento Europeo, con recentissima risoluzione del 25 ottobre 2011, ne ha auspicato il pieno recepimento in sede di Unione Europea.  La previsione contenuta nella Legge Rognoni La Torre è una fondamentale chiave di volta dell’intero sistema di contrasto alle mafie e merita attenta lettura soprattutto quando focalizza il nucleo di antistatualità della condotta del reato nel fare parte della associazione organizzata in una struttura stabile al fine di avvalersi dell’accordo associativo e di utilizzare la forza di intimidazione derivante da tale vincolo per trarre vantaggio dalla condizione di assoggettamento e di omertà, diffuse nel territorio,  con il fine di commettere ulteriori delitti ed acquisire, come vedremo in seguito, utilità non solo economiche ma delle più varie tipologie.

Sul versante processuale, è da osservare come il codice di procedura penale del 1989,  strutturato nella finalità di contrastare il crimine in forma prevalentemente individuale, vede invece il progressivo consolidarsi di un regime a doppio binario tra repressione del crimine comune e repressione del crimine organizzato in forme associative di stampo mafioso. La specifica disciplina processuale relativa al crimine associato trova applicazione dal momento di svolgimento delle indagini preliminari, effettuate dalla  Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Procura Nazionale Antimafia, insiste poi sul momento centrale di formazione della prova in dibattimento pubblico davanti al Giudice e coinvolge la fase esecutiva della pena con la previsione, per i condannati di reati relativi al crimine organizzato, di un regime limitativo dei contatti con l’esterno, nell’intento di recidere il fenomeno della gestione dal carcere di affari illeciti. (artt. 4 bis e 41 bis Ord. Pen.)

Il quadro legislativo di contrasto si completa nella valorizzazione del sottosistema delle misure di prevenzione personali e patrimoniali “ante delictum, disciplinato dal recentissimo codice antimafia del 2011. Il Parlamento, infatti con Legge 13 agosto 2010 n. 136 ha espresso l’intento di realizzare il cosiddetto piano straordinario contro le mafie delegando il governo a provvedere in materia, con un intervento di carattere unitario, poi  attuato con il  d. lgs. 6 settembre 2011 n. 159.  Il decreto, come vedremo in seguito, lascia tuttavia ampi spazi di vuoto normativo in settori di eccezionale rilievo quali il voto di scambio politico elettorale, l’auto-riciclaggio e il coordinamento tra stati europei nella repressione del crimine.

Più in generale si è osservato come alcune linee di coerenza previste nella legge delega non siano state tradotte in previsioni normative vigenti, come è avvenuto invece rispetto al sistema della prevenzione ante delictum nel settore delle misure di prevenzione patrimoniale. Il codice appena emanato, infatti: “delle leggi, delle misure di prevenzione, nonché delle nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia”  è  articolato in quattro libri e il primo di essi tratta diffusamente e tendenzialmente in maniera sistematica  la materia delle misure di prevenzione, personali e patrimoniali, l’amministrazione dei beni sequestrati e la successiva destinazione da imprimere alle medesime risorse in un periodo successivo all’avvenuta confisca. Il secondo libro istituisce e disciplina a fini conoscitivi e operativi, la Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, costituita presso il Ministero dell’Interno, cui potranno avere accesso le Pubbliche Amministrazioni, anche costituite in stazioni appaltanti, le Camere di Commercio e gli Ordini professionali. Segue poi un terzo libro dedicato alla regolamentazione dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni criminali  e infine un  quarto libro che contiene la normativa transitoria, per la quale, le disposizioni del libro primo: le misure di prevenzione, trovano applicazione  dal momento dell’entrata in vigore del codice, cioè dal 13 ottobre 2011. Da questa data, il cosiddetto Codice Antimafia disciplina dunque il sottosistema della prevenzione ante delictum, articolato sulla comminatoria di misure di prevenzione, personali e patrimoniali, consequenziali all’emergere del quadro indiziario di pericolosità di un soggetto o di un patrimonio riferibile a un contesto criminale. In altri termini, il processo penale accerta e sanziona l’avvenuta consumazione di un fatto tipico di reato attraverso la comminatoria della pena criminale, mentre il procedimento di prevenzione, indipendentemente dall’accertamento processuale di un illecito penale, è diretto a neutralizzare la pericolosità in se di un soggetto – mediante la predisposizione di controlli sulla persona – o a neutralizzare – attraverso il sequestro e la successiva confisca – la pericolosità di una grandezza economica di cui si sospetti la provenienza illecita.

Questa dialettica tra repressione del delitto, oggetto del processo penale e prevenzione del potenziale futuro fatto lesivo, attuata nel procedimento di prevenzione risulta già definita nella Legge 27 dicembre 1956 n. 1423. In questo fondamentale testo, che confluisce poi nel codice antimafia, il legislatore disciplina le misure di prevenzione personale, che attualmente si compendiano nell’avviso orale, nel foglio di via obbligatorio, nella sorveglianza di pubblica sicurezza e nell’obbligo o divieto di dimora. Tali misure restrittive, comminate a seconda dei casi dall’Autorità di Pubblica Sicurezza o dall’Autorità Giudiziaria, trovano il proprio fondamento sulla base della ricorrenza di un sostrato di pericolosità soggettiva, fondato sull’esistenza di elementi di fatto dai quali si possa desumere che un indiziato sia attualmente dedito a traffici delittuosi o che, in base al tenore di vita o alla propria condotta, viva abitualmente  anche solo in parte con i proventi  dei medesimi traffici.

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Avvocato Mario Cevolotto

via Antonio Bennicelli n. 27 – 00151  Roma
Tel. 0653099224 – fax 0658204665
e_mail mariocevolotto@ordineavvocatiroma.org

Lo Studio Legale Cevolotto nasce nel 1913 per iniziativa dell’ Onorevole Avvocato “Mario Cevolotto”.

Già componente dell’Assemblea Costituente e della Commissione ristretta dei ‘75, l’avvocato Mario Cevolotto ha contribuito direttamente alla redazione dell’ Art. n. 7 della Costituzione nella disciplina dei rapporti tra Stato e Confessioni religiose.

Nell’ anno 2013 lo Studio Legale, in persona dell’ Avvocato Mario Cevolotto, attuale titolare che porta il nome del fondatore, festeggerà i 100 anni di attività.

Attività dell’Avvocato Mario Cevolotto:

– Diploma di laurea in Giurisprudenza con tesi in diritto del lavoro dal titolo “Risarcimento del danno da licenziamento illegittimo”, discussa con il relatore Avv. Prof. Renato Scognamiglio.

– Specializzazione in Igiene e sicurezza sul lavoro e reati connessi all’ambito lavorativo conseguita presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “La Sapienza” con discussione finale di tesi intitolata: la delega di funzioni dei complessi organizzati.

– Specializzazione biennale in Diritto e procedura penale conseguita presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma.

– Specializzazione in Diritto e procedura penale conseguita presso il “Centro Studi Alberto Pisani” della Camera Penale di Roma.

– Componente, nell’anno 2012,  della Commissione permanente,  istituita presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, dedicata allo studio della “Amministrazione Giudiziaria dei beni e delle imprese sequestrati alla criminalità.

– Componente, per il biennio 2012 – 2013 della Commissione di Diritto Penale istituita presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma.

– Amministratore giudiziario dei beni ed aziende sequestrati alla criminalità organizzata di cui alla L. n°159 del 2011.

– Componente della Associazione “Avvocati per l’Europa”  come Agenzia di formazione accreditata con Decreto del 3 agosto del 2011 da parte del Ministero Istruzione Università e Ricerca (MIUR) e componente del Comitato scientifico del progetto “Educazione alla cittadinanza e alla legalità”.

– Componente della Camera Penale di Roma

– Iscritto all’Albo dei difensori di ufficio del Foro di Roma nel settore penale, penale minorile, penale militare.

– Operativo nel settore specifico dell’ambiente con particolare riguardo ai reati ambientali ed edilizi. E’ delegato A.N.P.A.N.A. (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura ed Ambiente, riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente)  nella regione Lazio per la tutela dell’ambiente e degli animali. Per la medesima Associazione è delegato alla costituzione di parte civile in tutti i procedimenti relativi alla natura e all’ambiente, tra cui, di particolare rilievo, vi sono quelli inerenti al danno ambientale derivante dall’uso del termovalorizzatore di Colleferro ( RM ) e al disastro ambientale con omicidio colposo derivante dall’inquinamento della Valle del Sacco sita nella Provincia di Latina

– Docente di procedura penale nei corsi A.N.P.A.N.A per la formazione dei dirigenti delle Onlus e delle guardie eco zoofile istituite come agenti di Polizia Giudiziaria con Decreto Prefettizio.

– Docente di Diritto Penale e Procedura Penale presso la Scuola Superiore della Magistratura istituita presso il Ministero di Giustizia.

– Fondatore dell’associazione “Terzo Millennio” Centro di studi e formazione di diritto penale. Il progetto per il biennio 2012- 2013 si incentra nello studio e nella predisposizione di modelli pratici relativi alla tutela penale della Pubblica Amministrazione, con specifico riferimento agli enti locali, sia nei confronti dei soggetti privati, sia degli stessi attori pubblici, nel più generale quadro dei reati associativi contro la P.A.. Le tematiche oggetto di specifico esame sono in particolare date dall’area delle conseguenze dei reati sul piano della responsabilità civile, penale e amministrativo-contabile, reati a tutela della libertà di scelta del contraente in sede di gara,  reati a tutela dei contratti conclusi dalla P.A. con particolare riguardo all’’appalto”. Genuinità e veridicità degli atti della P.A. ( tutela penale contro falsità e differenze tra atto pubblico, certificazione e attestazione), reati in tema di autocertificazione. Informatica, Internet e le nuove frontiere dell’illecito penale. Responsabilità civile nei confronti della P.A. e dei terzi e responsabilità amministrativo-contabile connessa a reati ( danno da tangente e danno all’immagine della Pubblica Amministrazione). Responsabilità disciplinare dopo la Riforma Brunetta: gli artt. 55 e seguenti del D.L.vo 165/2001 come riformati dal D.L.vo 150/2009. Le misure interdittive dei pubblici uffici e rapporti tra responsabilità penale e disciplinare dopo l’art. 69 del D.L.vo 150/2009.

– Esercita attività di avvocato nel settore della esecuzione della pena e del diritto penitenziario, e, a tal riguardo, ha collaborato con un intervento, intitolato: ‘Uno sguardo oltre l’ergastolo ostativo’ al libro di Carmelo Musumeci ‘Gli uomini ombra’ edito dalla casa editrice Gabrielli Editore di Verona. Tale testo, con interventi di Vauro Senesi, del Sen. Russo Spena, del giornalista Alberto Laggia, descrive il regime degli Artt. 4 bis e 41 bis della legge sull’ordinamento penitenziario come particolare fattispecie di esclusione dai benefici alternativi alla detenzione, per i condannati per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e per gli altri reati di maggiore offesa sociale.

– Nell’anno 2012 è stato autore di un testo in materia di contrasto alla criminalità organizzata intitolato: “Uno sguardo oltre le misure di prevenzione patrimoniale”, inserito nel Libro Bianco redatto dal Pd Lazio, destinato a descrivere la situazione di infiltrazione delle “mafie organizzate” in Roma e nel Lazio.

– Autore di contributi scientifici in materia di “Efficacia nel processo penale della sentenza dichiarativa di fallimento” – “Regime della responsabilità in campo medico” – “Reato di atti persecutori ( Stalking )” in via di pubblicazione sulle riviste: “Foro Romano” e “Temi Romana” .

– Lo Studio Legale ha una specifica competenza nei reati di natura societaria e tributaria, consumati in forma monosoggettiva e associativa con specifico interesse per la problematica inerente al D. lgs. 231/2001 che disciplina la responsabilità penale degli enti.

– Lo studio, in forma associata gestisce, in via stragiudiziale e in sede di contenzioso, anche per corrispondenza dinnanzi alle Magistrature Superiori,   la materia del diritto civile e del diritto amministrativo con particolare riguardo alla contrattualistica, alle successioni, al diritto di famiglia e del lavoro.

–  Giudice Onorario di Tribunale ( Tribunale di Velletri gennaio 2000 – gennaio 2008 nella Sede centrale di Velletri e nelle sezioni distaccate di Frascati, Albano Laziale e Anzio ove ha esercitato l’attività di giudice penale, giudice civile e giudice tutelare).

Avv. Mario Cevolotto