NEWS. La terza guerra mondiale

Analisi elaborata da Pietro Paciello Socio Ordinario Assoconsulenza Associazione Italiana Consulenti di Investimento www.assoconsulenza.com direttore UpTrend Advisory www.uptrend.it

La terza guerra mondiale? E’ iniziata anni fa!
Scritto da Pietro Paciello
Domenica 27 Luglio 2014
Saranno gli effetti di una piacevolissima settimana di vacanza, o magari il trauma del ritorno dietro al pc e le dirette dei telegiornali sempre scioccanti, non saprei dirlo ma pochi minuti fa ho iniziato a pensare intensamente a quanto sta accadendo nel mondo e ho maturato la profonda sensazione che siamo in guerra, e da diversi anni!

Una guerra diversa, subdola, apparentemente meno cruenta, ma che sta producendo più danni e devastazioni di quanto si possa immaginare, soprattutto se esaminata approfonditamente.

Come sempre il mio approfondimento sarà molto “povero”, basato su poche evidenze grafiche, privo di riferimenti tabellari e numerici che, in questo caso, sarebbero utilissimi; in tal senso confido sui miei colleghi più avezzi a descrivere scenari statistici e macroeconomici, sperando che vogliano contribuire ad alimentare, definire e magari contraddire (cosa che mi auguro sinceramente..) lo scenario geo-economico che mi accingo a descrivere.

Da fedele fruitore dei canali dedicati alla scienza e alle tecnologie in onda sulla piattaforma SKY, stamani mi sono imbattuto in uno dei tanti approfondimenti sulle più micidiali macchine da guerra: il bombardiere “B-2 STEALTH”.

Gli americani ne hanno “sfornati” circa  25 unità, al prezzo di 1 miliardo cadauno (!!!) e poi si sono fermati, nonostante sia davvero un’arma micidiale, capace di colpire ovunque con missili teleguidati e diavolerie di ogni genere, compresa una quasi totale invisibilità ai radar nemici. Eppure non ne producono più, perché?

Non credo che il prezzo sia la variabile che ha determinato questo cambio di strategia, né eventuali cambi delle strategie militari, credo ci sia sotto ben altro…

Pensateci bene, cosa ci potete fare con 25 miliardi di dollari oggi? Un esempio reale viene da questo articolo (http://www.rivistaeuropae.eu/esteri/commercio-2/cina-avanza-in-sud-america-crea-nuova-panama/) in cui si parla della CINA che si sta letteralmente comperando il Sud America, progettando addirittura un secondo canale alternativo a quello di Panama!

E ancora, CINA e GIAPPONE si contendono l’Africa a suon di miliardi (http://www.geopolitica-rivista.org/22836/il-giappone-e-la-cina-si-contendono-i-mercati-in-africa/),  mentre gli americani – come da tradizioni – investono “militarmente” nel continente nero (http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=7934)  e si preparano a fare la loro parte…

Potrei andare avanti all’infinito, ma credo che oramai sia tutto abbastanza chiaro: siamo in piena “III GUERRA MONDIALE”, sono solo cambiate le munizioni e gli armamenti, con dollari e yen al posto della polvere da sparo, mentre, rispetto alle vittime sul campo si contano fallimenti, famiglie ridotte alla soglia di povertà, americani sbattuti in mezzo alla strada dopo aver comprato baracche di legno grazie ai mutui facili, lavoratori cinesi sfruttati indegnamente pur di alimentare il ciclo produttivo “alternativo” ad Europa e Stati Uniti diventati troppo tutelanti e organizzati sindacalmente (vedi la lotta di Marchionne contro i fondi pensione americani per acquisire il controllo di Chrysler).

Dando per scontato quanto sopra e fiducioso che le fonti che ho frettolosamente trovato grazia a google siano attendibili, resta da domandarsi dove sia finita l’Europa o, meglio, quale sia il ruolo dell’Europa in questo nuovo RISIKO geo-economico.

La risposta, a mio modestissimo parere, è semplice e come da mie buone abitudini farò parlare i grafici, in particolare quelli dei cambi EURUSD e EURJPY.

Prima però una premessa/assunto fondamentale: i recenti recuperi dei mercati azionari sono stati favoriti da evidenti svalutazioni delle valute di riferimento, con indici americani e asiatici in particolare che hanno saputo approfittare alla grande dell’indebolimento delle rispettive valute e del conseguente incremento delle esportazioni.  Di tutto ciò, evidentemente, non ha beneficiato l’Europa, divenuta suo malgrado (???) il pilastro fondamentale di questa guerra valutaria.

Anche in questo caso, il grafico comparativo del cambio EURJPY e dell’indice NIKKEI parlano chiaro e indicano nella svalutazione competitiva la vera arma di distruzione di massa che sta imperversando nel mondo.

E anche gli americani non sono stati a guardare, scaricando anche loro sull’Europa la propria necessità di aumentare l’export grazie al giochetto (in cui noi italiani eravamo maestri…) della svalutazione competitiva.

Ma come si è arrivati a tutto questo? Perché l’Europa subisce questa devastante strategia economica che oramai appare evidente agli occhi di tutti?

La mia risposta è semplice e, spero,  condivisibile: complice una GERMANIA che ha riempito i propri forzieri di euro generando un imbarazzante surplus valutario, abbiamo iniziato a stampare moneta anche noi ma troppo tardi!

In partica abbiamo fatti i puristi, dilatando a dismisure i tempi per aggregarci alla moda dei tassi a zero come gli altri, e nel frattempo abbiamo favorito la sete di svalutazione di Cina e Stati Uniti. Il risultato? Siamo alle prese con un’area periferica dell’Europa sulle ginocchia (PIIGS…) che non solo deve fare i conti con il resto del mondo ma, soprattutto, con “Frau Merkel”.

Gli inglesi lo hanno capito per tempo e, intelligentemente, si sono sfilati da questo gioco perverso da diversi mesi…

Ebbene sì, siamo in presenza della più grande attività monetario-tipografica che la storia del mondo abbia mai conosciuto! Da buono studente di economia mi hanno sempre insegnato quanto fosse importante seguire la dinamica degli aggregati monetari (http://it.wikipedia.org/wiki/Aggregati_monetari) per capire come andavano le cose ma, da diversi anni oramai, nessuno ne parla più. La famosa unità di misurazione “M1” (liquidità primaria) che ha assorbito diverse ore dei miei studi universitari, è scomparsa del tutto dal vocabolario dei banchieri centrali di turno: sarebbe troppo imbarazzante spiegare che c’è in giro denaro circolante che non vale più nulla o, meglio, che non ha nessun legame con le dinamiche produttive e gli asset di cui dispongono gli stati sovrani.

Un esempio per comprendere meglio la cosa e che ci tocca più da vicino è quello degli aumenti di capitale, con cui si chiedono soldi agli azionisti e “in cambio” si diluisce la loro partecipazione nelle aziende, pazzesco! Ebbene, sappiate che le nostre banche centrali stanno continuamente diluendo il vostro potere di acquisto stampando sempre nuove banconote e, ovviamente, senza chiedervelo!!!

In definitiva, ameircani e cinesi hanno saputo “approfittare” del crack LEMHAN, che ha distolto l’attenzione dai conti pubblici e fra TARP, TAPERING e chi più ne ha più ne metta ha permesso una elasticità delle banche centrali che mai si sarebbe potuta realizzare: gli americani in particolare stanno comperando il mondo a debito, ma nessuno sembra rendersene conto. Alla peggio stamperanno ancora biglietti verdi che i cinesi compreranno (il debito pubblico americano è in mano ai cinesi…) in cambio di più che accomodanti politiche commerciali. E l’Europa? Perde tempo e risorse per salvare la Grecia in nome di un unità che è solo monetaria…

Claudio Kaufman, maestro del giornalismo economico contemporaneo, mi ha insegnato che un buon pezzo non deve contenere troppe battute e quindi seguirò il suo consiglio alla lettera: come si suol dire ho lanciato un sasso nello stagno, ora me ne torno in riva al mare e attendo con interesse le vostre considerazioni…

Pietro Paciello

Asset Manager & Chief Analyst

UPTREND ADVISORY Srl