La mia e-Xperience con la Zoe: ecco com’è (davvero) guidare tutti i giorni elettrico

La mia e-Xperience con la Zoe: ecco com’è (davvero) guidare tutti i giorni elettrico

di Marina Marzulli

Provare di tanto in tanto un’auto elettrica è un conto, ma usarla stabilmente nella propria vita quotidiana è un altro. È possibile farcela senza stress e “ansia da ricarica”?

Ho fatto un esperimento: per un mese ho sostituito in tutte le mie attività la mia vecchia Opel Corsa a Gpl con una nuova Renault Zoe elettrica. Ho trasferito sulla Zoe tutti i miei effetti personali, compreso anche il seggiolino di mio figlio, per essere sicura di usarla sempre. Ecco com’è andata la mia e-Xperience, un’esperienza simile a quella fatta dal mio collega Luca con la Nissan Leaf.

UN MESE CON RENAULT ZOE

Il primo impatto con Zoe è moderatamente positivo. La piccola Renault azzurra metallizzata è di bell’aspetto, compatta, facile da guidare. Il feeling è immediato, ma la mia soddisfazione è offuscata da un’ansia sottile: riuscirò a ricaricare la mia macchina elettrica senza doverci perdere ore? O finirò per lasciarla parcheggiata piuttosto che andare alla ricerca di una colonnina? Non sono un’automobilista molto paziente né molto organizzata.

In dotazione ho ben due tessere per due operatori diversi (Enel X e A2A, entrambi con una rete sempre più fornita) ma  l’idea di dover stilare una mappa delle colonnine della mia zona, cercare di capire se sono libere e funzionanti, come funziona il servizio, aspettare mentre la batteria si ricarica (cosa potrei fare nel frattempo: mi porto un libro?) confesso che non mi alletta per niente.

LA RICARICA

Insieme con Zoe mi hanno dato due diverse prese: una da usare alle colonnine di ricarica e una schuko per la ricarica domestica. Ho la fortuna di avere una box, ma alla presa non ho mai attaccato nulla, nemmeno l’aspirapolvere. Funzionerà?

Con mio grande sollievo, sì: basta una normalissima presa di corrente e l’operazione è di una semplicità elementare. So che non si tratta della soluzione ideale, se la Zoe rimanesse con me dovrei fare istallare una colonnina per  la ricarica domestica. Ma, considerando che si tratta di un solo mese, va bene così. Per ricaricare mezzo serbatoio impiega 11 ore, ma non è un problema. Posso tenerla attaccata alla presa anche tutta la notte.

IL PIACERE DI GUIDA

Passato qualche giorno, ho cominciato a prenderci gusto. La Zoe da guidare è davvero bella. Devo confessare che, pur occupandomi di motori, non ho mai dato troppa importanza al piacere di guida

Come molte donne ho un approccio all’auto (la mia, almeno) molto pragmatico: mi basta che mi porti da un punto all’altro in sicurezza e senza spendere un capitale. Ma con Zoe ho riscoperto quanto può essere rilassante e divertente guidare: è agile, con una ripresa eccellente, un’ottima accelerazione.

Il cambio automatico funziona una meraviglia e naturalmente è silenziosissima. Infatti più volte ho rischiato di dimenticarmela accesa.

GIOCO DI SGUARDI

Devo dire che Zoe stimola anche la mia vanità, cosa che non mi succede spesso, anche se per lavoro mi capita di guidare anche auto piuttosto prestigiose. Quando parcheggio in città, lascio mio figlio davanti scuola o sono in colonna al semaforo scorgo spesso le occhiate dei passanti.

La gente bisbiglia e poi mi chiede: “Ah, ma è elettrica?”. Tutte le mie amiche mi hanno chiesto di fare un giro sulla Zoe e per me è stato un piacere. Una curiosità che è sintomo anche del paradosso dell’auto elettrica in Italia: piace tantissimo, ma non ce l’ha quasi nessuno.

INTERNI RILASSANTI

Anche gli interni, nella loro semplicità, danno soddisfazione: è facile tenere sotto controllo la batteria e il proprio stile di guida. Dal cruscotto sono indicati chiaramente i chilometri di autonomia (effettivamente rispondenti alla realtà) ed è visibile, ad esempio, quando  la batteria sta ricaricando grazie alla frenata rigenerativa.

Tutta la plancia è molto pulita, senza pulsanti inutili, con linee essenziali ma armoniche e bei materiali. Comodo il navigatore, facile da impostare,  e la retrocamera per i parcheggi.

LE GIOIE DELLA ZTL

Come in tante altre zone d’Italia, ci sono anche nella mia città, Bergamo, tanti vantaggi per chi guida in elettrico. Infatti posso dimenticarmi delle zone a traffico limitato e andare con la mia Zoe praticamente ovunque, compresa Città Alta, la parte storica di Bergamo.

Nel weekend la circolazione lungo le Mura non è ammessa ma per le elettriche si fa una eccezione. Credo si tratti di privilegi destinati  a essere ridimensionati, anche giustamente, qualora le auto elettriche dovessero diventare numericamente rilevanti

Ma per ora non dovere pensare alla Ztl è un grande lusso, sia a casa propria che se ci si sposta in zona meno conosciute dove il rischio di beccare una multa perché si entra in una zona vietata al traffico è sempre presente, come a Milano (fate però sempre attenzione a chiedere in Comune le autorizzazioni).

UN TRAGITTO UN PO’ PIÙ LUNGO

A proposito di Milano, uno dei miei più grandi timori era: riuscirò ad andare e tornare in auto a Milano? La meta è a circa 80 km da casa mia e potrei dovere fare alcune deviazioni. Dopo avere lasciato la Zoe in carica tutta notte, la batteria segna una autonomia di poco inferiore ai 300 Km, ma non avrò la possibilità di ricaricare durante il tragitto e non vorrei trovarmi in affanno nel ritorno.

Soprattutto considerando che viaggio in autostrada, che più di ogni altra tipologia di percorso sottrae energia alla batteria, e che mi piace viaggiare comoda, con la radio, il riscaldamento o il condizionatore, se serve.

Possibilmente non andando a meno di 120 Km/h in autostrada, se il traffico lo consente. Sulla carta sono tranquilla, ma non vorrei mai farmi venire “l’ansia da ricarica”. In realtà mi accorgo presto che i chilometri fatti corrispondono a quelli segnati sul monitor. Torno a casa con più di un terzo di “serbatoio” ancora a disposizione e sono più che soddisfatta.

IL BILANCIO FINALE

Arrivato il momento di restituire la “mia” Renault Zoe, posso solo dire che non ho nessuna voglia di farlo. Tutti parlano delle limitazioni dell’auto elettrica dovute alla difficoltà di ricarica, ma non si sottolinea abbastanza l’assoluta sensazione di libertà che invece regala

In questo mese non mi sono mai avvicinata a un distributore e non ho mai messo mano al portafogli. Ho ricaricato di notte e la Zoe al mattino era come nuova. Certo, senza box (o in alternativa la possibilità di ricaricare sul posto di lavoro) sarebbe stato molto più stressante.

E se avessi deciso di andare in vacanza avrei dovuto organizzarmi, studiare il percorso e le possibilità di ricarica. Ma per gli spostamenti quotidiani l’auto elettrica si è rivelata ideale.

Un pensiero sul cambiare auto e prenderne una elettrica l’ho fatto, ma  la mia Zoe costa 36mila euro, una cifra per me ancora troppo alta (certo, si può anche noleggiare). Credo sia proprio il prezzo il primo ostacolo da rimuovere per arrivare a una diffusione più ampia dell’elettrico, più importante ancora del potenziamento dell’infrastruttura di ricarica.