Thursday, August 16, 2018

POINT OF VIEW Nà 46/17

dicembre 11, 2017 by redazione  
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Analisi elaborata da Gianluca Braguzzi Onorario Associazione Italiana Consulenti di Investimento

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ASSOCONSULENZA  ASSOCIAZIONE ITALIANA CONSULENTI DI INVESTIMENTO

Fondata a Milano il 16 Dicembre A.D. 1996 e presente dal 2006 sull ‘ Annuario ABI Associazione Bancaria Italiana

Prima ed Unica Associazione di Categoria Riconosciuta ed Accreditata Istituzionalmente in Italia

Buongiorno questa settimana ci limitiamo a un generico commento senza sbilanciarci nei consueti scenari A e B.


Il 12 ed il 13 infatti si terrà una importantissima riunione della FED che dovrebbe essere “costretta” dagli ultimi dati economici euforici negli USA (PIL forte e confermato e disoccupazione ai minimi in primis) ad effettuare un rialzo dei tassi  forsanche più significativo del previsto. Certo sarebbe una anomalia comportamentale per la “colomba” Yellen ma, a fine mandato, si sa, spesso i comportamenti tipici dei leader lasciano spazio alle priorità fin lì omesse.

Lasciare al proprio successore una FED praticamente disarmata in termini di manovre sui tassi di interesse, arma ormai tipica per non dire unica nelle fasi di rallentamento o crisi del ciclo economico ( e non solo), non sarebbe una grande eredità per la Presidentessa uscente. Allo stesso tempo sarebbe poi lei a prendersi la responsabilità storica nel caso spuntasse una crisi ravvicinata su cui il suo successore avrebbe ben poche responsabilità e di conseguenza impatto.

Insomma restando ancora passiva si assumerebbe il rischio che eventi ex post il suo incarico possano cancellare l’oggettivo successo del suo mandato condotto con grande prudenza e nel contempo forte impegno a sostenere l’economia USA e non solo.

Liquidare la questione come fa qualche nuovo Solone con l’ipotesi che si andrebbe a combattere la crisi portando i tassi in negativo anche fino a – 5% lo reputo un mero esercizio matematico per menti astratte dalla realtà come talvolta capita a chi trascorre troppo tempo in isolamento per studiare. Nella realtà pedissequa di tutti i giorni se le banche si trovassero costrette ad attivare significativi costi di deposito l’effetto immediato e certo sarebbe una CORSA agli sportelli per riappropriarsi del contante. Esattamente ciò che è stato combattuto con successo in questi anni (eccezioni marginali tipo Cipro a parte)!

Manovre per sostenere l’economia ed uscire dalla crisi  che escluse Italia e paesi del mediterraneo schiavizzati dall’euro marco esclusi ovviamente hanno ben funzionato nei paesi a sovranità monetaria.

IPOTESI DI SCENARIO:
proviamo comunque a immaginare la reazione dei mercati nei tre casi possibili:
- se la Yellen farà un rialzo normale (0.15/0.3%) i mercati potrebbero gradire e pur in aumento di volatilità proseguire il trend rialzista inanellando e completando il rally natalizio

- se la Yellen non farà nulla i mercati potrebbero gradire e pur in aumento di volatilità proseguire il trend rialzista inanellando e completando il rally natalizio

- se la Yellen farà un rialzo significativo >0.30/0.5%i mercati potrebbero NON gradire e con un forte aumento della volatilità cancellare  il trend rialzista riportando i prezzi ai livelli di diverse settimane /mesi fa.


E’ chiaro dunque che nelle prima due ipotesi, che sono anche le più accreditate, la reazione dei mercati potrebbe essere quella descritta ma anche il suo esatto contrario: nel qual caso ci direbbero che succede perché era già tutto scontato nei prezzi e quindi l’inversione era dovuta.
Ecco perché con un fifty/fifty abbiamo preferito evitare il Point of View consueto.

Solo nel terzo caso (rialzo importante) lo scenario ribassista avrebbe davvero oltre l’80% di probabilità di realizzarsi e in questo senso un lunedì con gli ultimi significativi scampoli di mercato toro potrebbe essere un campanello d’allarme da non trascurare…