Wednesday, December 12, 2018

TORNANDO A CASA

luglio 7, 2016 by redazione  
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TORNANDO A CASA

L’Alessandro Magno della moda maschile italiana alla conquista del mondo si chiama Alessandro Squarzi ed è romagnolo

Nato a Forlì nel 1965, Alessandro Squarzi è un imprenditore italiano del settore moda, un talent scout, nonché uno degli uomini più seguiti sui social dagli street style blogger del  mondo.

La sua attività nel fashion business inizia negli anni ’90.

Prima responsabile di boutique, poi esperto commerciale, Squarzi coltiva la sua passione per il prodotto moda. Non è solo un geniale venditore, ma capisce prima degli altri il potenziale di alcuni brand oggi molto noti, ma che ai tempi erano realtà ancora in via di definizione.

Nei primi anni 2000, Alessandro Squarzi apre un primo showroom e si dedica alla start up del brand Dondup. Grazie al suo intuito, il successo del marchio si consolida rapidamente, fino a farlo diventare un brand cult per il jeanswear. Seguono altri importanti nomi del made in Italy, come Forte_ Forte, Jucca, Le Sentier, Monochrom, che Squarzi promuove attivamente, sia con la sua attività di consulente stilistico, sia con quella dei suoi nuovi showroom.

Oltre alla storica sede di Bologna, oggi si affiancano quella di Ancona, di Firenze e, dal 2013, un importante spazio in via Spartaco a Milano.

Tra il 2011 e il 2013 Alessandro crea due nuovi brand, Fortela e AS65. Entrambi inspirati dalla sua passione per il vintage (Squarzi è uno dei più attenti  collezionisti italiani del settore, nonché di auto e moto d’epoca), riscuotono subito grande successo, soprattutto sul mercato americano e asiatico.

I suoi ritratti, a firma dell’amico Scott Schuman, il più celebre fotografo di street style, autore del libro “The Sartorialist”, lo hanno reso un volto molto noto nella comunità fashion del web. Squarzi infatti è uno degli uomini italiani più fotografati al mondo, e i suoi look sono spesso di ispirazione per i creativi del settore  moda.

Il suo profilo Instagram (instagram.com/alessandrosquarzi) è seguito quotidianamente da migliaia di followers di tutto il mondo che lo hanno eletto un’icona della moda maschile. In molti Paesi  è considerato non solo un’icona di stile in termini assoluti, ma anche un interprete genuino del vero italianlifestyle.

Squarzi, se c’è, qual è il segreto per intercettare tendenze destinate a diventare mode?

<Secondo me, se c’è, è quel qualcosa che, quando mi mostrano mille cose diverse, magari un milione, mi suscitano delle vibrazioni che mi arrivano così, istintivamente>.

Nel suo settore molti le riconoscono  un particolare talento stilistico, una grande capacità di guardare avanti e vedere oltre.

<Viaggio moltissimo, cosa che ha fatto di me un grande osservatore. Guardo la gente per le strade, sono molto attento, e se vedo qualcosa di carino,  vado ad approfondire. La prossima tendenza? Credo che ci sarà un grosso ritorno al jeans, al denim>.

Quanto pesa in tutto ciò, avere accanto una squadra di persone che amano il proprio lavoro e ogni giorno dimostrano dedizione, passione, talento, estro e fantasia?

<Sono circondato da persone di spessore, dalla famiglia alla mia squadra e a chi lavora per me. Da soli non si va da nessuna parte. Una volta suddivisi i ruoli nel modo migliore, si può vincere la partita. Non sono un accentratore e tantomeno un solista. La password è: condivisione>.

Ha mai pensato di tenere corsi su come ci si veste?

<Credo che sia una cosa da tramandare, sarebbe molto bello. Ma io già quotidianamente  su Instragram rispondo a migliaia di domande su tutto l’immaginabile che gira attorno alla moda. Ormai la gente comunica solo sui social… E purtroppo trovo che non c’è più nulla che ci fa emozionare, almeno a noi occidentali, non scherziamo, non ridiamo più, non giochiamo. Molto più interessanti gli orientali in questo senso>.

Qual è il suo modello di riferimento nella moda maschile, se ne ha uno?

<Un mio modello è stato certamente mio padre, persona chic, elegante, a lui devo molto. Se mi chiedessero invece in che anno vorrei vivere, risponderei tra il ‘55 e il ‘65, sono anni che hanno creato un determinato mood che mi appartatiene>.

Quanto conta oggi l’apparire rispetto all’essere o all’avere?

<Sono convinto che con l’apparenza senza sostanza, non vai da nessuna parte. Alla fine conta il contenuto, ma se non hai niente da trasmettere…. I Romani ci hanno lasciato dei monumenti immortali. Ecco, penso che ognuno di noi dovrebbe lasciare il suo piccolo monumento…>.

Cosa le dà più soddisfazione, lanciare una nuova moda o essere etichettato come un guru?

<Nessuna delle due: chi si ferma su quello che è diventato, è perduto. Io poi non mi sento nessuno. Ogni volta cerco dei fiori nuovi, diversi, che mi stupiscano. E qualche volta mi riesce di trovarli, tutto qui>.

Lei ha già detto che non c’è una regola uguale per tutti per vestirsi bene. Quali sono almeno le cose assolutamente da evitare e quali criteri di fondo possono aiutare chi non ha ancora un proprio stile?

<Due cose: a meno che non sia una camicia hawaiana, la camicia a maniche corte mai. Così come il pinocchietto. Inoltre non amo particolarmente l’uomo in sandali>.

I vestiti, gli oggetti del passato, che hanno un loro vissuto, cosa significano per lei? E’ una sorta di viaggio indietro nel tempo? Che emozioni le danno?

<La cosa meravigliosa, quando si guardano vecchie immagini di Paul Newman o Steve McQuenn o James Dean, è che indossano spesso capi di provenienza militare, erano indumenti con un dna pazzesco. Ma sono capi ancora attuali, ecco cos’è ilvintage>.

Quali sono i suoi prossimi progetti, programmi?

<Adesso sono concentrato come sempre nei miei showroom nei confronti di aziende che mi hanno dato fiducia con i loro marchi. Poi vorrei portare le mie aziende dalla terza media che “frequentano” adesso, fino all’università. Studiare, lavorare, non dare nulla per scontato. Ecco il mantra>.

Romagnolo doc, con parenti a Forlì e casa a Rimini…

<La Romagna ha pesato molto nella mia formazione, tutto quello che sono lo devo alle mie radici, alla mia terra che amo e non rinnego mai. E poi come potrei, con questa “esse” da romagnolo così evidente?!….  Come dico sempre anche se sono spesso in giro per lavoro e vedo cose meravigliose il mio posto preferito nel mondo rimane sempre Rimini. Trovo che la fiera di Rimini organizzi eventi molto interessanti e stimolanti sia per chi è della zona che per chi viene da fuori. “

DIEGO DI NAPOLI